STORIA E TRADIZIONI A STAGGIA

 
SOMMARIO

Storia di Staggia
Chiesa s.Maria Assunta a Staggia
Museo parrocchiale
Pala del Pollaiolo

Confraternita di Misericordia
Caritas parrocchiale
Asilo delle suore
Edicola di Maria

Staggesi famosi (Beato Guido da Staggia)
Mura di Staggia

Dove si trova Staggia
San Lucchese (patrono di Poggibonsi)
English


STORIA DI STAGGIA
Nel 1994 ha celebrato i suoi mille anni di vita. Nell’anno Mille era infatti già un importante castello, residenza di una potente famiglia di origine longobarda, un discendente della quale, Isalfredi, vi aveva fondato una chiesa intitolata a S. Maria. Nella prima metà del XII secolo vi si stabilirono, in una specie di condizione feudale dei monaci di Badia Isola, la famiglia dei Soarzi. Una famiglia che si trovò a dover far i conti tra le mire senesi e fiorentine sul castello - strategicamente importantissimo e punto di transito vitale di uno dei tracciati valdelsani della Via Francigena - seguendo le alterne fortune politiche delle due città e pagando con la distruzione del castello la propria alleanza con Siena da parte dei Fiorentini. Prima della fine del XIII il castello e gran parte delle sue terre e pertinenze furono acquistati da Albiero Franzesi, dell’omonima famiglia fiorentina di mercanti, magnati e finanzieri. Il Castello fu ricostruito alla fine del 1200 insieme alla rocca, poi abituale dimora dei Franzesi. Furono a più riprese fortificate e ampliate le mura castellane in coincidenza delle mai sopite aspre lotte fra Siena e Firenze, che termineranno solo nella seconda metà del XVI secolo. Il Castello conserva ancor oggi l’impianto urbanistico della sua prima fortificazione. Staggia è caratterizzata da una cerchia muraria alta e possente ancorché rimaneggiata e trasformata nel corso dei secoli, da una strada centrale fra le due porte principali, da altre stradine parallele, caratterizzate da antiche corti, orti, pozzi di approvvigionamento ecc...

LA CHIESA DI S.MARIA ASSUNTA
All’interno del borgo, in piazza Grazzini, è la chiesa di S. Maria Assunta, un tempo dipendenza della pieve di Marturi. Il suo impianto è romanico (forse sec. XIII), ridotta poi a forme moderne nel 1878 e nel 1904, anno in cui fu innalzata la torre campanaria con cuspide. L’interno della chiesa è a croce latina; a sinistra, entrando, è visibile il fonte battesimale dello scultore staggese Cesare Capezzuoli; dello stesso autore è anche la splendida Via Crucis, definita da Vittorio Sgarbi “un’opera eccellente”. Sulla parete di sinistra, pannelli in bronzo con episodi del Nuovo Testamento dello scultore Giulio Capezzuoli, sempre di Staggia. I due occhi che danno luce alle cappelle del transetto sono del 1500, mentre il bel tabernacolo in pietra serena è in puro stile rinascimentale. Dietro l’altar maggiore, c'è il seggio presidenziale in travertino dell’architetto Alessandro Bagnoli, staggese.
Ben visibile a destra dell'altar maggiore c'è il grande quadro di Pietro Marchesini detto l'Ortolanino (1692-1757) il cui titolo è "L'Eucaristia". Vi è rappresentato Cristo che porge il Pane Eucaristico.
A sinistra del tabernacolo c'è un altare laterale con una statua della Madonna Assunta (a cui è dedicata la chiesa) a grandezza naturale di fine '700.
Accanto alla chiesa parrocchiale è situata la quattrocentesca chiesa della Misericordia: all’interno di essa si conserva un bel crocifisso ligneo policromo seicentesco.

MUSEO PARROCCHIALE
È forse il museo più piccolo del mondo quello annesso alla pieve di S. Maria Assunta a Staggia (Poggibonsi): un’unica stanza della canonica, che dal 1976 ospita dipinti, suppellettili e arredi sacri a testimonianza di quello che fu l’antico arredo della pieve.Staggia, un piccolo paese della Val d’Elsa, fu per lungo tempo un centro strategicamente rilevante per la sua posizione di confine fra le due repubbliche, eternamente rivali, di Firenze e di Siena. Una delle famiglie più potenti e prestigiose del piccolo centro fu quella dei Grazzini, che diede i natali a pievani, a notai, nonché a letterati, il più celebre fu Anton Francesco detto il Lasca, autore di novelle e commedie e uno dei fondatori dell’Accademia degli Umidi, poi Fiorentina. E proprio al mecenatismo dei Grazzini si devono alcune opere oggi conservate nel piccolo Museo, come la grandeVisitazione, commissionata da Bernardo Grazzini, nel 1574, per un nuovo altare da lui fondato nella pieve. La tela, opera di Giovanni Maria Butteri, allievo del Bronzino e collaboratore di Alessandro Allori, presenta una lacuna nella parte centrale che rende illeggibile la figura di Maria e parte dell’iscrizione in basso. Nel gruppo di figure maschili a sinistra si riconoscono i ritratti dei granduchi Cosimo I e Francesco I, dei quali il Grazzini era segretario, mentre la figura del giovane in secondo piano potrebbe essere il ritratto dello stesso committente. A Filippo di Bernardino Grazzini, pievano di Staggia dal 1551 al 1580, si deve l’imponente residenza, realizzata in legno intagliato, dorato e dipinto, a forma di architettura, con cupola, colonne e lesene, secondo un gusto tipico della fine del Cinquecento, e decorazione formata da due pannelli dipinti raffiguranti due angeli adoranti.
In una piccola vetrina angolare sono conservati una statua-reliquiario, di carattere devozionale e di ridotte dimensioni, in legno dorato, raffigurante la Madonna col Bambino, un medaglione con il ritratto a rilievo su marmo di papa Clemente XI - al secolo Gianfranco Albani (Urbino 1649-Roma 1721) - realizzato probabilmente nella bottega del senese Giuseppe Mazzuoli e un bell’ostensorio di ignoto orafo senese, in rame fuso e sbalzato, cesellato e dorato con decorazioni a smalto (seconda metà del XIV sec.), che ripropone la classica struttura a tempietto.
Gli altri dipinti del Museo sono una Madonna col Bambino, proveniente dalla pieve di Staggia (pittore senese del quinto-sesto decennio del XIV sec.), quasi certamente tavola centrale di un perduto polittico, decurtata della parte superiore della cuspide dove si intravede ancora la mano sinistra del Redentore benedicente; la tavola con l’Adorazione dei Magi di Francesco Botticini (fine del XV sec.), dall’altare del transetto sinistro della pieve, forse donata da un pievano della famiglia Grazzini nel 1498, arrivata a noi in cattivo stato di conservazione e pertanto poco leggibile; e una tela, già sulla parete dietro l’altare maggiore della Compagnia del SS. Sacramento, del senese Arcangelo Salimbeni con Cristo in Pietà ed Effusio sanguinis (1579). Ma il vero gioiello del Museo è la grande tavola, proveniente dalla cappella del transetto destro della pieve di patronato Grazzini, con la Maddalena comunicata dagli angeli, opera straordinaria di Antonio del Pollaiolo. (vedi sotto)
di Rossella Tarchi
Fonte: TOSCANAoggi, 18/02/2002

PALA DEL POLLAIOLO
La Maddalena comunicata dagli angeli, opera straordinaria di Antonio del Pollaiolo, raffigura l’ultimo atto della vita della Maddalena in terra, quello della comunione portata dagli angeli. La Santa, secondo la Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze, dopo aver operato miracoli nella zona di Marsiglia, decise di ritirarsi in solitudine e penitenza, per espiare i peccati commessi prima della conversione, in una zona desertica della Francia presso Sainte-Baume: una grotta divenne la sua squallida abitazione e l'unico cibo era la Santa Comunione portata dagli angeli, che ogni giorno la visitavano e la elevavano in cielo.
Nel dipinto di Staggia la Santa è raffigurata col corpo, patito, coperto solo dai lunghi capelli; il volto è scarno, ogni antica bellezza sfiorita, mentre, per contrasto, le figure degli angeli sono bellissime ed armoniche nei tratti e nelle movenze.
Il primo episodio della vita di Santa Maria di Magdala (Maddalena) riportato dal Vangelo racconta quando Gesù salvò la Maddalena che stava per essere lapidata, con la famosa frase "Chi è senza peccato scagli la prima pietra". La Maddalena è poi ricordata nel Vangelo per essere stata sotto la croce con Maria (la madre di Gesù) e Giovanni (il discepolo prediletto). Dopo la risurrezione, fu la prima ad andare al sepolcro per ungere il corpo di Gesù, ma non lo trovò nella tomba. Chiese allora al giardiniere dove fosse stato portato, ma quando egli la chiamò per nome, si accorse che in realtà era Gesù stesso risorto. Corse quindi a dare l'annuncio agli apostoli, i quali andarono al sepolcro a verificare quanto raccontato da Maria Maddalena. Terminò la sua vita a Marsiglia in Francia.
Durante la giornata per la vita del 2 febbraio 2014, mons. Antonio Buoncristiani, Arcivescovo di Siena, ha benedetto la copia della Pala del Pollaiolo che è esposta vicino all'altare dedicato a Maria Maddalena. La copia a grandezza naturale, opera del pittore Vittorio Pericci di Poggibonsi, è stata donata da un benefattore.
L'originale si trova invece nell'annesso museo parrocchiale.

APERTURA MUSEO
Il museo è aperto su richiesta rivolgendosi in orario di ufficio alla dott. Raffaella Fusai in Via Romana, 62.

LA MISERICORDIA DI STAGGIA
La Confraternita di Misericordia di Staggia Senese, fondata il 25 Marzo 1563, è tra le più antiche Associazioni di Volontariato d’Italia. Dall’anno 1998 è iscritta nel Registro Regionale del Volontariato ed ha oltre 450 associati.
Nel corso del 2004 la Misericordia ha potenziato le sue attività, tanto che i Volontari sono stati impegnati per 3.870 ore. Il servizio è reso gratuitamente dai numerosi volontari, che hanno frequentato il corso sanitario di tipo BLS (livello base) e ABLS (livello avanzato), riconosciuto dal Servizio Sanitario Nazionale.
Le attività hanno riguardato, soprattutto, il trasporto sanitario e sociale, eseguito con ambulanze attrezzate e con apposite auto, concesse in uso gratuito dalla Misericordia di Poggibonsi. Il trasporto sanitario è stato impegnato in 414 servizi ed il trasporto sociale in 210 interventi, ed ha prestato servizio con ambulanza ed equipaggio, a numerose manifestazioni sportive svoltesi sul territorio comunale.
Il 24 Marzo 2005, Giovedì Santo, dopo la cerimonia della “Lavanda dei Piedi” di dodici Confratelli, il Parroco don Giovanni ha benedetto il nuovo Labaro con lo storico stemma della Misericordia di Staggia, regalato dallo staggese don Aldo Lettieri, Parroco di Castiglione D’Orcia.
Sammicheli Guido Mauro (Segretario della Misericordia)

LA CARITAS PARROCCHIALE
Aperta tutti i martedì dalle 10.00 alle 12.00
Se riusciamo con l'aiuto di Dio a mettere in pratica le opere di misericordia spirituali e corporali ne avremo noi per primi un gran giovamento perché è nel condividere la sofferenza ed i bisogni dei nostri fratelli più sfortunati che possiamo apprendere i doni che il Signore ci fa ogni giorno; perché Dio è Amore. Personalmente ritengo che non mi posso dire credente se non metto a disposizione del prossimo un po' di quei talenti che Dio gratuitamente ha donato e che io devo condividere con i più bisognosi senza chiedere nulla in cambio. Chiedo al Signore di aprirmi gli occhi del cuore e renderli capaci di vedere le necessità dei fratelli.
Clementina

L'ASILO DELLE SUORE
Dal 1928 le Piccole Missionarie del Sacro Cuore di Gesù sono presenti a Staggia con la scuola materna da cui intere generazioni di staggesi sono state formate.
Molte le suore che sono passate da Staggia e sono ancora ricordate benevolmente dalla popolazione. Ne abbiamo raccolto l'elenco:
Sr. Cheubina Venturini             15/04/1928   defunta
Sr. Antonietta Cornacchia         30/12/1963   defunta
Sr. Chiara Civello                      09/06/2002   defunta
Sr. Evangelina                                                defunta
Sr. Agostina  ?uarin                   21/02/1964   defunta
Sr. Gaetana Pinocchi                 30/12/1987   defunta
Sr. Redenta Gastaldo                 14/10/1989   defunta
Sr. Cecilia Zampa                      21/03/1994   defunta    
Sr. Piera Maida                          22/02/1942   defunta
Sr. Rosalia Alù                          19/11/1985   defunta
Sr. Eugenia Revrenna                30/12/1993   defunta
Sr. Margherita Meucci               25/11/1981   defunta
Sr. Benedetta Spinetta
Sr. Angela Zanioli
Sr. Anna                                                           defunta
Sr. Ottavia Bagni                        29/11/1945   defunta
Sr. Filippina Camerin                 26/11/2004   defunta
Sr. Lina Pasin                             14/08/1995   defunta
Sr. Felicita Maul                         29/10/1997   defunta
Sr. Lorenza Gasparetto               11/07/1987   defunta
Sr. Luigina Pupilli                       09/02/2003   defunta
Sr. Valentina Bernardeschi
Sr. Maddalena Ginanneschi         26/11/1981   defunta
Sr. Angelica Ricotti                     26/08/1957   defunta
Sr. Giulia Rossetti
Sr. M. Teresa Panziera                26/12/1983   defunta
Sr. Laura Targon
Sr. Giovanna Paruzzolo
Sr. Alfreda Bellocci                     03/07/1987   defunta
Sr. Marcella Cortesi                   05/02/2016  defunta
Sr. Cornelia Zanatta
Sr. Alessandrina Lari                   22/11/2003   defunta
Sr. Augusta gotti                         16/02/1995   defunta
Sr.Egidia Meoni
Sr.Ilaria Saveniago
Sr. Cristina Lorenzini
Sr. Tecla Tomba                          11/09/1938   defunta
Sr. Atonia Salvi
Sr. Lucilla Maube
Sr. Angiolina Pistoleri                05/05/1998   defunta
Sr. Lucia Maltese
Sr. Samuela Meoni
Sr. Battista Meoni                      04/08/2012   defunta
Sr. Eletta Marrucai                      21/12/1991   defunta
Sr. M. Franca Fattorini
Sr. M. Luisa Tucci                                           defunta
Sr. Sushama Rafael
Sr. Grazia Kuriam
Sr. Sijì Antony
Sr. Judy Xavier          
 
EDICOLA DI MARIA
VICINO ALLA ROCCA DI STAGGIA:
Questa venerata immagine di Maria Regina dei Cieli
che nel 1881 Domenico e sorelle Marri, togliendo
dall’antica porta Fiorentina, esponevano all’ossequio
dei viatori, il marchese Ippolito Venturi Cinori volle
che fosse più degnamente custodita
in questo tabernacolo. AVE MARIA.
Al termine dei funerali all'uscita dalla chiesa si forma una processione che a piedi giunge fino a questa edicola di Maria, poi con le auto si raggiunge il camposanto.

STAGGESI FAMOSI: Beato Guido da Staggia
Trascriviamo il ricordo del Beato Guido da Staggia. Fu il terzo successore alla massima carica dell'ordine agostiniano. Il ricordo dei giovani staggesi resta indelebile nella seguente targa esposta dal 1930 nella chiesa di Staggia
Staggia 5 ottobre MCMXXX.
In occasione del congresso eucaristico della Vicaria e del XV centenario dalla morte del grande Agostino, il circolo della gioventù catt. “S. Pancrazio” volle ricordare il grande concittadino B. GUIDO da STAGGIA.
Della famiglia Grazzini, nacque verso il MCCXXVIII, entrò nel cenobio degli eremitani di S. Agostino a S. Antonio, poi a Lecceto presso Siena. Nel MCCLXV in S. M. del Popolo a Roma fu eletto generale dell’ordine che sotto di lui giunse al massimo fastigio. Caro a Clemente IV, morì a Bologna nel MCCLXIX in concetto di santità.


LE MURA DI STAGGIA
Il borgo ha ancor’oggi un aspetto medievale anche se sono rari gli elementi architettonici riferibili a quell’epoca. A Nord, si apriva la porta Fiorentina e la porta a Lecchi ed a Sud la porta Romana, distrutta nel 1944 dai tedeschi in fuga.
Le prime notizie di Staggia e delle sue fortificazioni risalgono al X e XI secolo, ma fu dal XIII secolo che il borgo si sviluppò rapidamente, grazie alla vicinanza della Via Francigena. Staggia si trovò più volte coinvolta in guerre di confine e nel 1372 si resero necessari lavori di rafforzamento del castello e delle mura a protezione del borgo. Le mura furono ulteriormente rafforzate nel 1431 e il castello, al quale quest’ultime si raccordano, divenne il cassero della cittadella fortificata. Questi interventi furono effettuati con la consulenza del Brunelleschi. Le mura di Staggia, raccordate al castello sul lato settentrionale, si presentano ancora oggi pressoché intatte, ad eccezione di due brevi interruzioni, e presentano il tracciato della ricostruzione del 1372. Le mura sono intervallate da sei torri quadrate ed una poligonale che intercettano il cammino di ronda posto all’interno e del quale ancora esistono le mensole di sostegno in pietra.

DOVE SI TROVA STAGGIA?
Staggia Senese si trova in Toscana, nel Comune di Poggibonsi in Provincia di Siena,
sulla S.S.2 Cassia, tra Siena e Firenze, ai confini del Chianti.
 
DISTANZE:
•    Poggibonsi Km.8
•    Siena Km.19
•    Firenze Km.50
•    S. Gimignano Km.21
•    Castellina in Chianti Km.14
•    Radda in Chianti Km.24
•    Volterra Km.35
•    Pisa Km.95
•    Roma Km.252
•    Milano Km.348
Per raggiungere Staggia da Roma: seguire per Siena e da Siena prendere il raccordo autostradale Siena-Firenze uscita Colle Val d’Elsa Sud.
Per raggiungere Staggia da Milano: seguire per Firenze, uscire sulla A1 a Firenze Certosa, prendere il raccordo autostradale Siena-Firenze uscita Colle Val d’Elsa Sud.

SAN LUCCHESE (patrono di Poggibonsi)
Per conoscere la storia del Beato Lucchese e sua moglie Buonadonna, primi terziari francescani, clicca nel link qui sotto
http://www.parrocchiastaggia.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_sanlucchese

ENGLISH VERSION
We have notice of Staggia and its fortifications since between the 10thand 11th century. Subsequently the Lords of Staggia (the Soarzi family) became one of the greatest feudal realities of the Valdelsa. The Soarzi were many times involved in the struggles between Florence and Siena being their castle in the middle of the territories of the two powerful cities. This family knew glories and shines during the 12th century but, while the hamlet begin to grow around the castle, their importance decrease during the following century. From the 13th century Staggia was quickly developed, thanks to its proximity with the Francigena road, that crossed Staggia with one of its branches. At the end of this century the Franzesi, family of the upper Arno valley [Valdarno Superiore] got rich with the commerce in France, bought, magnified  and adorned the castle transforming it in a strongly strengthened residence, one of the most powerful of the time. In 1361 the commercial activities of the Franzesi failed and the fortress was acquired by the Florentine Republic, so it became an important outpost against Siena. Staggia was involved in the wars of border and in 1372 were carried on new works of strengthening of the castle and the town walls. The walled circuit was again reinforced in 1431 and the castle, to which is still today chained, became the core of this great fortified complex. This interventions were effected with the consultation of the great architect Brunelleschi.
The walls of Staggia join the castle on the northern side and are today almost intact, with the exception of two short interruptions. They are alternated from square or polygonal towers, traces of the watch walk are still visible, particularly the stone brackets of support. The enclosure was gifted of three gates. The Florentine gate (said also of Northwest) and that of Northeast, both next to the castle, are still intact, while the Senese gate sets to South is disappeared, destroyed to permit the widening of the roadway!
The ancient castle has an irregular shape near to the form of a rectangle, and it rises above a relief. The construction is not orientated in reference to the road layout of the walled suburb. The castle is divided in two enclosures by a curtain at the center the inner ward. This wall is the only trace of the first fortification erected by the Soarzi at the end of 1100. This division, although very diffused in the fortifications of other parts of Italy, it’s rare to be found in the Tuscan castles. The enclosure toward the suburb, endowed with two mighty cylindrical bastionated towers set to each angle, had the function of residence of the constable. This part, whose reinforcements goes back certainly to the strengthening of the 15th century, was erected by the Franzesi at the beginnings of 14th century. We can still notice some particulars that denote the refinement of the construction as a coat of arms on the tower to north, some portals,  elegantly worked windows and a big fireplace set to the inside wall of the palace. The other, greater,  enclosure served for secondary purposes, for instance as last shelter for the population in case of yielding of the wall curtain, and it was endowed with square towers similar to those of the city walls, of which only one has remained today partially intact. The principal, and unique gate, of the fortification is set in this part of the castle;   through another gate posted in the division wall was possible to access the greater courtyard. The way of access toward the main entrance is unique in its kind, at least in Tuscany: it is reachable following a perpendicularly ramp that cross the gate of Northeast. So were created two road levels that made independent the traffic from and toward the city from the one of the castle. This urbanistic solution was for that time great and still actual today!

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