DON ENRICO GRASSINI

Vissuto a Staggia dalla nascita (27 gennaio 1979)
Ordinato sacerdote il 28 giugno 2006
Parroco a Provenzano a Siena
 
Carissimi,
proprio ieri, in un caldo pomeriggio d’estate, il Signore mi ha fatto dono del sacerdozio, davanti agli occhi di molti di voi, presenti e vicini a me nella nostra Cattedrale di Siena. Fin d’ora vi ringrazio, tutti!
È forse ancora un po’ troppo presto dirvi “cosa si prova” ad essere prete, vi confesso che io stesso riesco difficilmente a rendermene conto; questo non per svilire quello che Dio ha compiuto in me, al contrario. Essere prete è, come ho già detto, un dono e un mistero. Il mistero è il segno della presenza di un Dio che non è nient’affatto lontano, anzi, ama talmente la nostra fragilità umana da mettere nelle nostre povere mani tutta la ricchezza della sua divinità. Essere prete è anche un dono, il dono più bello dopo la vita stessa e dopo la grazia del battesimo. Ma è un dono che il Signore non fa a me e basta, ma lo fa a ciascuno di voi e a ciascun uomo di questa terra attraverso la mia debolezza. Non si diventa preti infatti per merito o per bravura, ma semplicemente per una chiamata che non è niente di straordinario, ma passa attraverso le circostanze ordinarie della vita: la famiglia, gli amici, gli incontri... Cristo stesso sceglie i suoi più stretti collaboratori, spesso neppure tra i migliori! Anche Giuda fu scelto da Gesù, sapendo sicuramente fin dall’inizio che lo avrebbe tradito. È un Dio allora il nostro che ama “farsi del male”, affidandosi alle miserie di questo mondo? Ovviamente no, è un Dio, il nostro Dio, che vuole arrivare fino in fondo alla nostra umanità, amandola tutta, e non solo nelle cose comode e convenienti. Ci dice infatti la lettera agli Ebrei che Cristo “ha condiviso in tutto la nostra umanità, fuorché nel peccato”.
Coraggio dunque, nella fede della Chiesa non c’è spazio solo per i “perfetti”, le braccia della misericordia di Dio sono aperte, spalancate per tutti, e non vogliono altro che stringersi intorno al nostro collo. Il dono del sacerdozio è per tutti, dico tutti, gli uomini di questo mondo, per chiunque intenda aprirsi all’amore di Dio ed uscire dai rigidi schematismi individuali, che spesso imprigionano la nostra stessa libertà (e in maniera menzognera si erigono magari proprio come bandiere di questa libertà). “Aprite le porte a Cristo!”, gridò Giovanni Paolo II, tanti anni fa (io non ero neppure nato) all’inizio del suo ministero. Aprite le porte del vostro cuore a Cristo, e non ve ne pentirete...
Per ultimo voglio ancora ringraziare tutta la comunità parrocchiale di Staggia per la vicinanza in questo momento tanto importante. Anche se le vicende della vita spesso mi hanno portato fuori da Staggia, non posso non essere orgoglioso del mio piccolo grande paese, fatto di gente semplice, schietta, ma con il cuore grande come quello di chi sa gustare delle cose semplici della vita!
Vi do appuntamento a tutti domenica prossima, il 2 luglio, alla messa delle 11, dove celebrerò con voi per la prima volta l’Eucaristia; allora avrò il piacere di abbracciarvi e ringraziarvi ciascuno singolarmente.
Di cuore vi benedico in Cristo
Don Enrico Grassini

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