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PERNINA LASCIA UN SEGNO PROFONDO
Ecco perché il centinaio di ragazzi che passa ogni anno dai nostri campi-scuola difficilmente ne esce uguale a prima
Data: Luglio 2026
Luogo: Pernina

Da ormai quattro anni sono entrato a far parte del gruppo degli animatori che partecipano al campo scuola che la nostra parrocchia organizza a Pernina e, fieramente, sono passato in breve tempo da ultimo entrato, a punto di riferimento anche per gli altri.
Non posso che dire che quest'anno è stato sicuramente il più bello, non solo perché maturando di anno in anno, so meglio apprezzare particolari che la volta precedente ho trascurato, ma perché questo è stato il più completo, il più imprevisto, e anche il più impegnativo.
Ho avuto più compiti e più responsabilità, e le fatiche sono andate a moltiplicarsi, ma non ho mai vissuto il tutto come peso, ma anzi con gioia e orgoglio di poterlo fare, tale è l'affezione a questo campo scuola.
Per me non si tratta di adempiere ad un dovere, bensì ad un piacere; tanto che, come gli altri, attendo con impazienza e vivo con emozione
anche le faticose giornate di preparazione.
Quest'anno ho avuto anche l'occasione di portare la mia testimonianza ai ragazzi delle superiori, che sono rimasti affascinati e colpiti, non dal racconto di questo misero peccatore qualunque, bensì dal sentire quanto davvero è strabiliante l'intervento del Signore nella vita di chi si affida a Lui e da Lui se la lascia trasformare.
Per tutto questo sono grato a Dio, Colui che ha saputo trasformare l'acqua stagnante del mio cuore in vino buono e che anche quest'anno mi ha permesso di esserci, e di esserci ad entrambi i campi, cosa che speravo accadesse da anni. .
Sono grato a don Stefano, che mi ha scelto anche questa volta e che ha pensato subito a me per ricoprire il posto rimasto vacante. Lo ringrazio anche perché giorno per giorno si sacrifica per il bene delle sue pecore, e che ad ogni attacco risponde con rettitudine, Fede e disciplina, e anche perché ha saputo farmi crescere e valorizzare al punto di essere ciò che sono ora.
Sono grato ai compagni che mi hanno accompagnato in questa missione. A quelli che ho avuto come animatori anni fa, e che mi hanno saputo guidare nella mia formazione. A quelli con cui sono stato partecipante insieme. E infine anche a quelli a cui sono io che glielo ho fatto in passato, e che ora ho trovato profondamente cresciuti.
Ora ricoprono tutti questo ruolo con me, da intimi fratelli.
Sono grato ai partecipanti: alcuni nuovi, alcuni che ho visto crescere, e altri che avevo incontrato anni fa come bambini e che ho ritrovato quasi adulti. Ragazzi a cui avevo ben poco da insegnargli, dato che spesso sono stati loro ad insegnare a me, facendomi domande per cui io ho impiegato molto tempo a farmi e a prepararmi, lasciandomi più di una volta senza parole, letteralmente, e che hanno saputo trasmettermi quella spensieratezza e quella freschezza che ormai avevo perso da tempo. Tutto ciò mi ricorda quanto sia commovente la vita se vissuta con impegno e sacrificio.
Per molto tempo ho creduto che questo luogo, Pernina, fosse speciale. Poi ho creduto che speciale fosse chi lo organizzava e chi vi insegnava.
Quest'anno ho capito invece di quanto siano importanti proprio i partecipanti nello svolgimento del campo. Ho concluso però, che a rendere tutto così bello è l'insieme di tutti questi fattori, e di altri ancora.
Mi riferisco a chi insegna con abnegazione e a chi ascolta con devozione, all'armonia del luogo in cui abbiamo meditato e alla
presenza costante e determinante di Colui che rende tutto così speciale. Lì si affronta a pieno la ricchezza della nostra Fede, con rilassatezza, spontaneità e libertà, tanto che pochi giorni sembrano una vita intera, e allo stesso tempo un battito di ciglia, e che vengono vissuti come se ognuno di essi fosse sia il primo che l'ultimo della vita.
A Pernina anche dei semplici cori fatti dopo cena si trasformano in qualcosa che sa di eternità, che esprimono quello che è il nostro vero sentimento verso ciò che viviamo in quel breve tempo.
Chi viene a Pernina o ci è stato in passato non viene mai dimenticato e resta nei nostri cuori, diventando ognuno fratello dell'altro. E chi è fratello lo resta per sempre.
Mi dispiace per coloro che salutano questo campo, special modo per chi non ritornerà più. Spero, e credo, però, che sia rimasta in loro l'impronta di tutto ciò che di buono hanno potuto imparare lì e che possano metterlo in pratica nella loro vita. Anche perché solo se vissuta la nostra Fede si può davvero comprendere.
Dopo essere stato ancora a Pernina ho una certezza solida: che il mondo può essere un posto migliore, se ci sono posti come Pernina, che ormai quasi trascende dall'essere un posto fisico, ma quasi diventa un posto senza luogo, se vissuto nel proprio cuore.
Le lacrime di partecipanti e animatori alla condivisione finale, testimoniano quanto siano incredibili questi pochi giorni e quanto sia determinante, e mai banale, il campo scuola di Pernina, perché sempre ci lascia il segno dentro.
Concludo riportando soltanto un verso di uno dei cori di quest'anno: ''ora ho il sole nel core, / e non lo abbandonerò più. / Voglio che tutto sia come lassù, / e canto felice, perché così felice (forse) non sarò più.''

Federico Parri, anzi, Ghigo