Amici del Timone n°66 del 30 marzo 2020

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1 VIDEO ''IL DIGIUNO QUARESIMALE''
Per ricordare gli impegni e le rinunce della quaresima
Fonte: YouTube
2 MADONNA DELLA CAPPELLINA LIBERACI DAL CORONAVIRUS
Preghiera alla Madonna perché protegga Staggia nella prova
Fonte: Staggia
3 VANGELO E OMELIA DELLA DOMENICA DELLE PALME (5 APRILE 2020)
Per vivere la domenica in ascolto della Parola del Signore (Mt 26,14-27,66)
Fonte: Ovunque
4 CHIESA APERTA TUTTE LE MATTINE
Chi desidera parlare con il parroco può prendere un appuntamento
Fonte: Staggia
5 SPESA E FARMACI A DOMICILIO PER GLI ANZIANI
Per ultra 70enni soli ed impossibilitati ad uscire (a cura della Misericordia di Staggia)
Fonte: Staggia
6 ANGELUS E ROSARIO IN FAMIGLIA
Ogni giorno a mezzogiorno a Staggia le campane ci ricordano di pregare l'Angelus (VIDEO per pregare Angelus e Rosario del giorno)
Fonte: Staggia
7 VIA CRUCIS DA FARE IN FAMIGLIA
Anche da casa si può fare questo pio esercizio: da soli, con il coniuge o con i figli (VIDEO per fare la via crucis)
di Quaresima - Fonte: YouTube
8 SCUOLA DI PREGHIERA 1
Video con le lezioni di don Stefano (n. 1-4)
Fonte: YouTube
9 SCUOLA DI PREGHIERA 2
Video con le lezioni di don Stefano (n. 5-8)
Fonte: YouTube
10 VIVERE BENE LA QUARESIMA
Durante la quaresima è necessario un impegno maggiore degli impegni cristiani
di Quaresima - Fonte: Ovunque
11 MISURE PER CONTRASTARE IL CORONAVIRUS
Vista la situazione sono sospese le Sante Messe, la benedizione delle case, il catechismo e qualunque incontro di gruppo
Fonte: Staggia

1 - VIDEO ''IL DIGIUNO QUARESIMALE''
Per ricordare gli impegni e le rinunce della quaresima
Fonte YouTube


https://www.youtube.com/watch?v=86qmV_9cr3A

Fonte: YouTube

2 - MADONNA DELLA CAPPELLINA LIBERACI DAL CORONAVIRUS
Preghiera alla Madonna perché protegga Staggia nella prova
Fonte Staggia

PREGHIERA ALLA MADONNA

perché protegga Staggia dal coronavirus


Madonna della cappellina di Staggia,
veniamo a te smarriti e pieni di paura
per chiedere il conforto della tua materna presenza
che ci protegga dal pericolo del virus.

Consolatrice degli afflitti,
ottienici l’amore provvidente del Padre celeste,
che dona forza ai malati e a quanti li curano,
che sostiene chi lavora e produce,
che illumina i governanti nella scelta del bene comune.

Madre di misericordia,
rinsalda in noi la volontà di non peccare più,
e accompagnaci per mano dal Figlio tuo Gesù
che professiamo come unico nostro Salvatore
da amare con tutto il cuore e in cui sperare.

Vergine clemente e fedele,
implora la potente azione
dello Spirito Consolatore
che lava ciò che è sordido,
che sana ciò che sanguina,
che riempie di verità e carità il cuore di tutti.

Madonna della cappellina,
radunati sotto il tuo manto a te ci consacriamo,
fiduciosi che, dopo questo periodo di sofferenza,
farai tornare nella nostra Staggia, nell’Italia e nel mondo intero
il tempo della tranquillità operosa e serena.
Amen!

LA PREGHIERA IN FAMIGLIA

Ogni giorno alle 12.00 le campane ci ricordano di pregare l'Angelus.
Tutte le mattine (domenica inclusa) la chiesa è aperta per la preghiera personale (nel pieno rispetto di tutte le normative delle autorità pubbliche).
In questo periodo avendo SOSPESO la partecipazione del popolo alle Sante Messe (che comunque ogni sacerdote da solo celebra quotidianamente), hanno SOSPESO anche il precetto domenicale per cui non andare alla Santa Messa in questo periodo NON è peccato.
Sul sito della parrocchia ci sono indicazioni preziose per la preghiera in famiglia (Angelus, Rosario, Via Crucis, omelia della domenica, ecc.).

Fonte: Staggia

3 - VANGELO E OMELIA DELLA DOMENICA DELLE PALME (5 APRILE 2020)
Per vivere la domenica in ascolto della Parola del Signore (Mt 26,14-27,66)
Fonte Ovunque

Dal Vangelo secondo Giovanni (Mt 26,14-27,66)

Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo. Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto». Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio». E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: «Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge, ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea». E Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». E Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli. Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina». Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Siete usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono. Or quelli che avevano arrestato Gesù, lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale già si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la conclusione. I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte; ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni». Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l'hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo». Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, dicendo: «Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?». Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ed egli negò davanti a tutti: «Non capisco che cosa tu voglia dire». Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo giurando: «Non conosco quell'uomo». Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: «Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». E uscito all'aperto, pianse amaramente. Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire. Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato. Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: «Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue». E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato "Campo di sangue" fino al giorno d'oggi. Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d'argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore. Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l'interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose «Tu lo dici». E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva nulla. Allora Pilato gli disse: «Non senti quante cose attestano contro di te?». Ma Gesù non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia del governatore. Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta. Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba. Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: «Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua». Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò: «Chi dei due volete che vi rilasci?». Quelli risposero: «Barabba!». Disse loro Pilato: «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?». Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora urlarono: «Sia crocifisso!». Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!». E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui. Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio, gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: «Questi è Gesù, il re dei Giudei». Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!». Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo. Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!». E Gesù, emesso un alto grido, spirò. Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». C'erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo. Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l'altra Maria. Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risuscitato dai morti. Così quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete». Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia.

OMELIA

Tutto I'impegno quaresimale di penitenza e di conversione in questa domenica viene focalizzato attorno al momento cruciale del mistero di Cristo e della vita cristiana: la croce come obbedienza al Padre e solidarietà con gli uomini, la sofferenza del Servo del Signore (cf prima lettura) inseparabilmente congiunta alla gloria (seconda lettura). La strada che Gesù intraprende per salvare (= per regnare) si pone in contrasto con ogni più ragionevole attesa perché egli sceglie non la forza e la ricchezza, ma la debolezza e la povertà. Il compendio della celebrazione odierna è offerto già nella monizione che introduce la processione delle Palme: «Questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore... Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione... Chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce per essere partecipi della sua risurrezione».

IL MISTERO DELLA CROCE
Vertice della liturgia della Parola è la lettura della Passione: è a questo centro che occorre volgere I'attenzione, più che alla processione delle palme. I ramoscelli d'olivo non sono un talismano contro possibili disgrazie; al contrario, sono il segno di un popolo che acclama al suo Re e lo riconosce come Signore che salva e che libera. Ma la sua regalità si manifesterà in modo sconcertante sulla croce. Proprio in questo misterioso scandalo di umiliazione, di sofferenza, di abbandono totale si compie il disegno salvifico di Dio. Nell'impatto con la croce la fede vacilla: il peso di una forca schiaccia il Giusto per eccellenza e sembra dar ragione alla potenza dell'ingiustizia, della violenza e della malvagità. Sale inquietante la domanda del "perché" di questo cumulo insopportabile di sofferenza e di dolore che investe Gesù, il Crocifisso, e con lui tutti i crocifissi della storia. Sulla croce muoiono tutte le false immagini di Dio che la mente umana ha partorito e che noi, forse, continuiamo inconsciamente ad alimentare. Dov'è l'onnipotenza di Dio, la sua perfezione, la sua giustizia? Perché Dio non interviene in certe situazioni intollerabili?

"PORTÒ IL PESO DEI NOSTRI PECCATI"
Solo la fede è capace di leggere l'onnipotenza di Dio nell'impotenza di una croce. È l'impotenza dell'Amore. Gesù ha talmente amato il Padre ("obbediente fino alla morte e alla morte di croce": seconda lettura) da accogliere liberamente il suo progetto "per noi uomini e per la nostra salvezza". Gesù non muore perché lo uccidono, ma perche egli stesso "si consegna" (cf Gal 2,20) con libertà sovrana, per amore. Questo amore supremo che egli dona perdendo se stesso e diventando solidale con tutte le umiliazioni, i dolori, i rifiuti patiti dall'uomo, dà la misura dell'annientamento (cf seconda lettura) di Gesù e manifesta il rovesciamento delle situazioni umane: la vera grandezza dell'uomo non sta nel potere, nella ricchezza, nella considerazione sociale, ma nell'amore che condivide, che è solidale, che è vicino ai fratelli, che si fa servizio. Dio vince il dolore e la morte non togliendoli dal cammino dell'uomo, ma assumendoli in sé. Il Dio giusto si sottrae ai nostri schemi di giustizia, che reclamerebbero la vendetta immediata sui cattivi e sugli accusatori dell'Innocente: la sua giustizia si rivela perdonando e togliendo all'omicida anche il peso del proprio peccato. Il vinto che perdona il vincitore lo libera dalla sua aggressività mortale mostrandogli come l'amore vinca l'odio.

DIO REGNA DAL LEGNO
Nel legno della croce le prime generazioni cristiane hanno saputo scorgere il segno della regalità di Cristo. Gli evangelisti non hanno bisogno di attendere la risurrezione di Gesù per proclamare l'inizio del mondo nuovo. Già la croce è carica di novità, è l'inizio di un nuovo ordine di cose. Anche se tutto è apparentemente finito e le forze del male sembrano avere prevalso su Gesù, i segni che ne accompagnano la morte (cf Mc 15,37-39; Mt 27,51) lasciano filtrare la novità: il velo del tempio si squarcia indicando che l'antico tempio con i suoi ordinamenti e le sue attese è finito. Il Tempio nuovo è il corpo di Cristo che Dio ricostruirà con la risurrezione; e il primo ad entrare in questo Tempio sarà un pagano, il centurione, per la sua professione di fede (Mc 15,38; Mt 27,54). Nell'annientamento del Figlio di Dio nasce una nuova umanità. Il mistero della morte diventa mistero di vita e di trionfo.
In questa domenica di Passione, la Croce è al centro della contemplazione della comunità cristiana che in essa legge il progetto misterioso di Dio e adora la regalità di Cristo. Una regalità che rinuncia a schemi di potenza umana, che indica per quali strade umanamente illogiche passi la "gloria", che diventa misura di confronto e di verifica nel servizio dei fratelli.

Fonte: Ovunque

4 - CHIESA APERTA TUTTE LE MATTINE
Chi desidera parlare con il parroco può prendere un appuntamento
Fonte Staggia

Tutte le mattine (domenica inclusa) la chiesa è aperta per la preghiera personale (nel pieno rispetto di tutte le normative delle autorità pubbliche).
Chi desidera parlare con il parroco può prendere un appuntamento telefonando in orario di ufficio oppure scrivendo una mail cliccando su SCRIVICI in questo sito in alto.

Fonte: Staggia

5 - SPESA E FARMACI A DOMICILIO PER GLI ANZIANI
Per ultra 70enni soli ed impossibilitati ad uscire (a cura della Misericordia di Staggia)
Fonte Staggia

La Misericordia di Staggia offre il servizio di trasporto della spesa alimentare e farmaceutica per anziani (ultra 70 anni) soli ed impossibilitati ad uscire.
Contattare il numero 3485640498 dalle 9 alle 18.

Fonte: Staggia

6 - ANGELUS E ROSARIO IN FAMIGLIA
Ogni giorno a mezzogiorno a Staggia le campane ci ricordano di pregare l'Angelus (VIDEO per pregare Angelus e Rosario del giorno)
Fonte Staggia

ANGELUS (3 minuti)

Per pregare a mezzogiorno o in qualunque altro momento adatto

https://www.youtube.com/watch?v=_0ijFv-Cwe4

ROSARIO (30 minuti) Misteri Gaudiosi - Lunedì e Sabato


https://www.youtube.com/watch?v=v1AmeJHzj3Q

ROSARIO (30 minuti) Misteri Dolorosi - Martedì e Venerdì


https://www.youtube.com/watch?v=AidGNl877k4

ROSARIO (30 minuti) Misteri Gloriosi - Mercoledì e Domenica


https://www.youtube.com/watch?v=tbnDbdrVqbg

ROSARIO (30 minuti) Misteri della Luce - Giovedì


https://www.youtube.com/watch?v=rPOqIQ8-4Y8

Fonte: Staggia

7 - VIA CRUCIS DA FARE IN FAMIGLIA
Anche da casa si può fare questo pio esercizio: da soli, con il coniuge o con i figli (VIDEO per fare la via crucis)
di Quaresima - Fonte: YouTube

VIA CRUCIS (durata: 25 minuti)


https://www.youtube.com/watch?v=1QxUBWe1gt4

CANTO: Ti saluto o Croce Santa (durata: 3 minuti e mezzo)


https://www.youtube.com/watch?v=doXO2Y3p-e8

Fonte: YouTube

8 - SCUOLA DI PREGHIERA 1
Video con le lezioni di don Stefano (n. 1-4)
Fonte YouTube

Impariamo come si prega grazie ai consigli del Catechismo della Chiesa Cattolica.


https://www.youtube.com/watch?v=04w-3vqf-9E


https://www.youtube.com/watch?v=H7c8D1sjFCA


https://www.youtube.com/watch?v=aGbxtIPPLcg


https://www.youtube.com/watch?v=BHDOwsuX5Ps

Fonte: YouTube

9 - SCUOLA DI PREGHIERA 2
Video con le lezioni di don Stefano (n. 5-8)
Fonte YouTube

Impariamo come si prega grazie ai consigli del Catechismo della Chiesa Cattolica.



https://www.youtube.com/watch?v=3vkq-9svQIY


https://www.youtube.com/watch?v=6KBmDr_UIz0


https://www.youtube.com/watch?v=SRrqwZRsaoE


https://www.youtube.com/watch?v=Vp7o6OYNWvs

Fonte: YouTube

10 - VIVERE BENE LA QUARESIMA
Durante la quaresima è necessario un impegno maggiore degli impegni cristiani
di Quaresima - Fonte: Ovunque

Durante la quaresima è necessario un impegno maggiore degli impegni cristiani. Concretamente è richiesta maggiore preghiera, qualche rinuncia volontaria, qualche opera di carità. Le rinunce si sospendono la domenica e le solennità (San Giuseppe, Annunciazione).
Si ricorda che il mercoledì delle ceneri si fa digiuno e astinenza. Sono tenute al digiuno le persone dai 18 ai 60 anni.
Inoltre i venerdì di quaresima si fa astinenza dalle carni e dai cibi prelibati. Gli altri venerdì dell'anno l'astinenza dalle carni è comunque obbligatoria, ma è possibile sostituirla con altra rinuncia. Sono tenute all’astinenza le persone dai 14 anni in poi (però, è vivamente consigliato di abituare i bambini fin da piccoli al rispetto dell’astinenza e ad un minimo di digiuno adatto alla loro età). Sono esentati dal digiuno e dall’astinenza: i malati, le donne incinte e gli addetti a lavori pesanti; per altri casi, conviene consultare un sacerdote.

Fonte: Ovunque

11 - MISURE PER CONTRASTARE IL CORONAVIRUS
Vista la situazione sono sospese le Sante Messe, la benedizione delle case, il catechismo e qualunque incontro di gruppo
Fonte Staggia

Chi desidera parlare con il parroco può prendere un appuntamento telefonando in orario di ufficio oppure scrivendo una mail cliccando su SCRIVICI in questo sito in alto.
Tutte le mattine (domenica inclusa) la chiesa è aperta per la preghiera personale (nel pieno rispetto di tutte le normative delle autorità pubbliche).

Fonte: Staggia

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